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Analisi intermarket e correlazioni


Forse non tutti sanno che  i mercati finanziari sono strettamente legati tra loro. O forse molti lo sanno ma non attribuiscono a questo legame il giusto peso e considerazione. Invece è importante sapere che i mercati sono in relazione tra loro e che l’andamento di un titolo, di un future o di una valuta può essere indicativo per capire l’andamento di un indice o di una materia prima, collocati in un altro mercato.


Premessa: l’argomento, come si può facilmente immaginare è vasto e complesso.

In questo articolo cercheremo di sintetizzare , tentando di rendere i concetti il più chiaro possibile.

 

Con l’analisi intermarket si va oltre il prezzo e si prendono in considerazione altre variabili che possono  influenzare l’andamento del sottostante.

In particolare si studiano  contemporaneamente le interazioni di altre variabili finanziarie come:

valute, materie prime, oro, obbligazioni e azioni.

Analizzando queste interconnessioni gli investitori possono ottenere una visione più completa delle dinamiche di mercato  e prendere decisioni di investimento più informate.

Questa tipologia di analisi ha come presupposto che:

  • I mercati e tutti i segmenti finanziari sono interdipendenti, nessuno è in grado di sviluppare delle tendenze indipendentemente dagli altri;

  • Di conseguenza, il sottostante è influenzato anche dall’analisi effettuata all’esterno del grafico di riferimento prendendo in esame anche altre variabili finanziarie;

  • L’analisi intermarket permette di avere una visione completa dello scenario generale di riferimento;

  • Per quanto riguarda i principali mercati finanziari bisogna prendere in esame ed analizzare i futures.


In particolare l’analisi intermarket prende in esame le relazioni tra:

  • Azioni e Obbligazioni

  • Obbligazioni e Materie Prime

  • Singole materie prime e settori azionari di riferimento

  • Oro e tutti gli altri asset

  • Valute



analisi intermarket


Principali Analisi intermarket e correlazioni

 

Nell’analisi intermarket le interazioni tra i vari asset menzionati vengono chiamate “correlazioni”. Le correlazioni possono essere di 2 tipi: positiva, quando gli asset si muovono nella medesima direzione, e negativa, detta anche inversa , quando gli asset vanno in direzione opposta. La loro misurazione , detta coefficiente di correlazione, può variare da -1 a +1.


Un valore di +1 indica una correlazione perfetta positiva, mentre -1 indica una correlazione perfetta negativa.  Un valore pari a zero indica che non c’è alcuna correlazione tra i 2 asset.


Uno degli strumenti maggiormente monitorati nel mondo della finanza, per misurare le correlazioni, in special modo tra le valute e l’oro, è il DXY Dollar Index, o indice del dollaro . E’ un indice che valuta la forza del dollaro statunitense rispetto ad un paniere di 6 principali valute globali: l’euro, lo yen giapponese, la sterlina inglese, il dollaro canadese, la corona svedese e il franco svizzero.

La sua importanza va ben oltre il semplice confronto tra valute, influenzando il mercato delle materie prime e l’oro.


Un dollaro forte tende a esercitare pressione sulle altre valute, rendendo i beni e i servizi statunitensi più costosi all’estero e viceversa. Il dollar index ha storicamente una correlazione inversa con l’oro.

Quando il dollaro si rafforza, l’oro, quotato in dollari, tende a diventare più costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute, il che generalmente ne abbassa la domanda e di conseguenza il prezzo.

Al contrario , un indebolimento del dollar index può spingere al rialzo il prezzo dell’oro, poiché diventa più accessibile per gli acquirenti internazionali.

 

 Vediamo ora altre correlazioni tra l’oro ed altri asset.

 

L’oro è da sempre considerato un bene rifugio, un investimento sicuro in tempi di incertezza economica  e volatilità del mercato.

L’oro tende a mostrare una correlazione inversa con il mercato azionario. In periodi di crisi o di instabilità politica, gli investitori spesso si spostano dagli asset rischiosi come le azioni verso l’oro, considerato un porto sicuro. Questo comportamento si traduce in una tendenza dell’oro  a crescere di valore quando i mercati azionari sono in calo.


E’ altrettanto significativa la correlazione tra l’oro e le obbligazioni, in particolare  i Treasury statunitensi (T-Bond )

Tradizionalmente l’oro e i titoli obbligazionari di qualità, come appunto i T-Bond, mostrano una correlazione negativa, poiché entrambi sono considerati asset sicuri.


Quando i rendimenti obbligazionari aumentano l’oro tende a perdere attrattiva, poiché gli investitori possono ottenere un rendimento sicuro dalle obbligazioni.

L’oro mostra inoltre correlazioni variabili con le materi prime, in primis con il petrolio.



analisi intermarket e correlazioni


Possiamo quindi affermare che l’oro occupa una posizione unica nel panorama finanziario globale, grazie alla sua capacità di correlarsi in modo diverso con vari asset e settori finanziari.


E’ quindi utilizzato dagli investitori non solo come asset dal valore intrinseco, ma come strumento strategico per bilanciare i rischi di portafoglio nelle diverse condizioni di mercato e come barometro del sentiment economico globale.

 

In conclusione, l’analisi intermarket e le correlazioni sono potenti strumenti per comprendere le complesse dinamiche dei mercati finanziari.


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