Analisi intermarket e correlazioni
- virgiliozamparo
- 21 set 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Forse non tutti sanno che i mercati finanziari sono strettamente legati tra loro. O forse molti lo sanno ma non attribuiscono a questo legame il giusto peso e considerazione. Invece è importante sapere che i mercati sono in relazione tra loro e che l’andamento di un titolo, di un future o di una valuta può essere indicativo per capire l’andamento di un indice o di una materia prima, collocati in un altro mercato.
Premessa: l’argomento, come si può facilmente immaginare è vasto e complesso.
In questo articolo cercheremo di sintetizzare , tentando di rendere i concetti il più chiaro possibile.
Con l’analisi intermarket si va oltre il prezzo e si prendono in considerazione altre variabili che possono influenzare l’andamento del sottostante.
In particolare si studiano contemporaneamente le interazioni di altre variabili finanziarie come:
valute, materie prime, oro, obbligazioni e azioni.
Analizzando queste interconnessioni gli investitori possono ottenere una visione più completa delle dinamiche di mercato e prendere decisioni di investimento più informate.
Questa tipologia di analisi ha come presupposto che:
I mercati e tutti i segmenti finanziari sono interdipendenti, nessuno è in grado di sviluppare delle tendenze indipendentemente dagli altri;
Di conseguenza, il sottostante è influenzato anche dall’analisi effettuata all’esterno del grafico di riferimento prendendo in esame anche altre variabili finanziarie;
L’analisi intermarket permette di avere una visione completa dello scenario generale di riferimento;
Per quanto riguarda i principali mercati finanziari bisogna prendere in esame ed analizzare i futures.
In particolare l’analisi intermarket prende in esame le relazioni tra:
Azioni e Obbligazioni
Obbligazioni e Materie Prime
Singole materie prime e settori azionari di riferimento
Oro e tutti gli altri asset
Valute

Principali Analisi intermarket e correlazioni
Nell’analisi intermarket le interazioni tra i vari asset menzionati vengono chiamate “correlazioni”. Le correlazioni possono essere di 2 tipi: positiva, quando gli asset si muovono nella medesima direzione, e negativa, detta anche inversa , quando gli asset vanno in direzione opposta. La loro misurazione , detta coefficiente di correlazione, può variare da -1 a +1.
Un valore di +1 indica una correlazione perfetta positiva, mentre -1 indica una correlazione perfetta negativa. Un valore pari a zero indica che non c’è alcuna correlazione tra i 2 asset.
Uno degli strumenti maggiormente monitorati nel mondo della finanza, per misurare le correlazioni, in special modo tra le valute e l’oro, è il DXY Dollar Index, o indice del dollaro . E’ un indice che valuta la forza del dollaro statunitense rispetto ad un paniere di 6 principali valute globali: l’euro, lo yen giapponese, la sterlina inglese, il dollaro canadese, la corona svedese e il franco svizzero.
La sua importanza va ben oltre il semplice confronto tra valute, influenzando il mercato delle materie prime e l’oro.
Un dollaro forte tende a esercitare pressione sulle altre valute, rendendo i beni e i servizi statunitensi più costosi all’estero e viceversa. Il dollar index ha storicamente una correlazione inversa con l’oro.
Quando il dollaro si rafforza, l’oro, quotato in dollari, tende a diventare più costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute, il che generalmente ne abbassa la domanda e di conseguenza il prezzo.
Al contrario , un indebolimento del dollar index può spingere al rialzo il prezzo dell’oro, poiché diventa più accessibile per gli acquirenti internazionali.
Vediamo ora altre correlazioni tra l’oro ed altri asset.
L’oro è da sempre considerato un bene rifugio, un investimento sicuro in tempi di incertezza economica e volatilità del mercato.
L’oro tende a mostrare una correlazione inversa con il mercato azionario. In periodi di crisi o di instabilità politica, gli investitori spesso si spostano dagli asset rischiosi come le azioni verso l’oro, considerato un porto sicuro. Questo comportamento si traduce in una tendenza dell’oro a crescere di valore quando i mercati azionari sono in calo.
E’ altrettanto significativa la correlazione tra l’oro e le obbligazioni, in particolare i Treasury statunitensi (T-Bond )
Tradizionalmente l’oro e i titoli obbligazionari di qualità, come appunto i T-Bond, mostrano una correlazione negativa, poiché entrambi sono considerati asset sicuri.
Quando i rendimenti obbligazionari aumentano l’oro tende a perdere attrattiva, poiché gli investitori possono ottenere un rendimento sicuro dalle obbligazioni.
L’oro mostra inoltre correlazioni variabili con le materi prime, in primis con il petrolio.

Possiamo quindi affermare che l’oro occupa una posizione unica nel panorama finanziario globale, grazie alla sua capacità di correlarsi in modo diverso con vari asset e settori finanziari.
E’ quindi utilizzato dagli investitori non solo come asset dal valore intrinseco, ma come strumento strategico per bilanciare i rischi di portafoglio nelle diverse condizioni di mercato e come barometro del sentiment economico globale.
In conclusione, l’analisi intermarket e le correlazioni sono potenti strumenti per comprendere le complesse dinamiche dei mercati finanziari.
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